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  1. In questo numero
    WONDER RINA A DELFI Ciammitti & C.
    VIAGGI ORGANIZZATI Pat
    LE SOFISTICHE VACANZIERE Maffioli, Marzi, Isia
    SINGLE Pat
    IL CAT CAFÉ Coletto
    OMBRA Pat
    PRENDERE O LASCIARE Bosotti
    SANGUE IN GIAPPONE Luzzati, Mizu Marasco
    SPINA Pat
    CULTURA POPULAR Bravo
    MISANTROPOLOGIA CULTURALE Giacobino, Sdralevich
    MONDO Solinas
    WOMAN CARD Donnelly
    TRUMP Donnelly
    HILLARY Donnelly
    LA TORRE DI PISA bulander, Nardi
    LUV Lotta Sweetliv
    COLOPHON Leoni
  2. wonderrina-a-delfi

  3. ora-libera

  4. Le sofistiche
    vacanziere

    di Francesca Maffioli e Laura Marzi

    La Protagora
    Diletta Gorgia,
    a suscitare i miei interrogativi coi quali vengo a te, in questo principiare della stagione più deliziosa,
    è il concetto di vacanza. Mi chiedo infatti per noi che aspiriamo a vivere con lo studio e la compilazione di testi profani che senso possa avere la vacanza. Non certo perché non meriteremmo riposo, sfiancate come siamo dall’incertezza e dal girovagare in cerca e per conto di mansioni varie. E nemmanco penso che non sapremmo goderne: di bagni nella spuma di Nettuno, di spume al bar della spiaggia, di baci salati. La parte della vacanza che mi pare ardua da accettare è quella che la definisce come un tempo di allontanamento da un lavoro retribuito. Infatti, non avendo noi un’attività salariata che duri di più di quello che per tutti è il tempo di un viaggio estivo, da cosa prendiamo vacanza? Se anche a furia di cogitare, avessimo racimolato due sudate carte, nel senso di spiccioli, non in quello altissimo di un adorato nostro mito del futuro, e potessimo, perciò, progettare la vacanza, con che spirito partiremmo, se al ritorno non ci aspetta l’odiato rientro al lavoro, ma quello alla disoccupazione? Infine, Gorgia mia, non credi anche tu che l’unica vacanza che potremmo goderci sarebbe quella al contrario: una vacanza dallo sciabordio ossessivo che l’incertezza fa contro il nostro spirito, una vacanza dall’assenza di reddito fisso? Per questo ti chiedo, Gorgia cara, per la stagione balneare che si va profilando, cosa sogni: un posto su un traghetto per la Corsica, un posto letto in una casa al mare? O come me fantastichi di un posto, fisso almeno per un tempo lungo quanto una crociera?

    La Gorgia
    Carissima Protagora,
    parlandomi di vacanze e di lavoro dopo l’inverno la mia impazienza godereccia mi farebbe chiudere qui ogni interrogativo, senza riflessione… A fronte della stanchezza accumulata nell’umida e nuvola Lutetia sogno una sola cosa: caldo asciugatore e vacanze senza fine. Punto. Corsica? Sì ben venga e se magari mi fermassi pure là per un mese intero, o se prendessi un trireme velocissimo, costeggiassi la Spagna fino ad oltrepassare le colonne d’Ercole, fino un po’ più in là, fino a cadere giù da questo mondo piatto?
    Eccoti servito l’effetto acquolina in bocca da vacanza.
    Ora smetto di vagheggiare e ripenso a quello che mi chiedi, ripenso a quando un reddito più o meno fisso ce l’avevo e a quanto era più facile concedermi una vacanza. Penso alla penuria di quelle che tu chiami sudate carte, rinvestendo le leopardiane bellissime del valore di moneta di scambio. Penso agli anni futuri, a come evolverà questo precariato dilagante.
    Mi chiedi se fantastico il posto fisso? Ti rispondo: “Certo che sì!”. Ma a patto che mi lasci il tempo di non dedicarmi solo a lui e a non agognare una vacanza, quando potrò permettermela, solo per stargli lontana – dimenticarlo – per la grazia di una settimanina in pieno agosto, fino al settembre che verrà…

  5. due-single

  6. Catcafe_Web

  7. ombra di

  8. sangue in giappone

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  9. la-spina

  10. Misantropologia culturale

    di Margherita Giacobino

    Nuove tradizioni: dal pornofood all’ortoqueer

    Nell’età della pietra gli esseri umani si nutrivano di carne cruda scaduta (i sistemi di conservazione erano a dir poco primitivi), antigieniche radici terrose e qualche bacca vitaminica.
    In quella del bronzo furono introdotti i legumi e i carboidrati, anche se la pizza, senza lievito e cotta sulla brace, era immangiabile.
    Nell’attuale età del bancomat, in cui l’acquisto della merce è il fine ultimo dell’individuo (come in altre più oscure età lo erano l’abbattimento del bisonte o la conquista della gloria) non solo l’uomo può mangiare di tutto, e si è già mangiato quasi tutto, ma il cibo, per chi ce l’ha, da semplice nutrimento è diventato avventura, creatività, esperienza erotica e terapeutica.
    Non è di oggi il boom del pornofood, ma ora alla già nutrita offerta di soft porno gastronomico si sta affiancando una vera e propria branca hard per gli amanti delle emozioni forti, dai blind date con torte Sacher giganti o, a seconda del caso e della fortuna, squali vivi da affettare, fino agli scambi di coppia s/m tra vegani e carnivori.
    Ecco alcune delle più recenti proposte elaborate dai sacerdoti della Scienza e dai maghi del Mercato, e pronte a diventare subito cultura pop:
    – il pomodoro queer, intersessuato con cetriolo e aglio e con atteggiamenti da peperone, si autofrulla producendo gazpacho istantaneo. Coltivato sotto serra al sole della Siberia.
    – la mela botox, mai più vizza, mantiene il suo incarnato rosso, buccia liscia e tesa, fragrante sapore di policarbonati. Tabella nutrizionale sul picciolo. Futura star del mercato, già sbarcata in Val di Non.
    – l’albero dei sushi, appena uscito dai laboratori di ricerca sugli ogm: con il DNA di tonno pinnagialla abbattuto, riso nostrano irrorato e terpeni, questo magico alberello produce sushi sempre freschi e deodora il frigo. Disponibile nei gusti lime, cocco, tropical breeze, e nel pratico formato bonsai.
    E se siete tra coloro che si aggrappano ostinatamente all’antiquato concetto di natura, niente paura! I creativi del packaging lavorano per voi, producendo confezioni così appaganti, a livello di immagine e olfattivo, che non avrete neppure più bisogno di aprirle.

  11. mondo1

  12. IT_Woman-card_web

  13. IT_Trumpx2_web

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  15. La torre di Pisa

    di bulander

    Le crisi finanziarie del 2008/2009, del 2024 e del 2043/2045 avevano polverizzato l’euro ed i risparmi di milioni di brava gente. L’industria era finita da un pezzo con le stampanti 3D, 3D1.6, 3D1.7, 3D1.8 ecc.. Il terziario, da quando le banche erano andate a rotoli, non s’era più ripreso. Non restava che il turismo. Già, ma se le autostrade erano a pezzi, piene di buche, con molti viadotti crollati? Le società di gestione erano fallite una dopo l’altra, lo Stato non aveva un quattrino per la manutenzione. In Italia s’era tornati al Medio Evo. Per le strade di campagna pochi turisti si avventuravano, infestate com’erano di briganti. Se volevi essere risparmiato dalle loro aggressioni non ti restava che andare in pellegrinaggio, percorrendo a piedi l’antica via Francigena, andare a Roma dal Papa e guadagnarti indulgenze. Il Vaticano aveva firmato un accordo con il capo dei briganti, tal Claudio Lamalfitano. In cambio di un pacco di indulgenze – avevano scritto i giornali ma nessuno ci aveva creduto – Lamalfitano aveva promesso di lasciare in pace i pellegrini. Mica quelli che andavano in giù, quelli che tornavano in su. Era un patto one way.
    Solo sulle navi da crociera si era sicuri, al riparo da briganti e da attentati terroristici. Su quelle navi aveva corso il cruise dollar, la moneta speciale imposta dalla zecca americana in joint venture con quella cinese. Se volevi imbarcarti dovevi pagare anticipatamente in cruise dollar, se volevi divertirti a bordo dovevi avere in tasca rotoli di cruise dollar. Le carte di credito erano state abolite, dopo che un paio di hacker sfigati della Nuova Zelanda erano riusciti a clonare quella del tennista Yuri Bombic, l’atleta più famoso e più pagato del mondo, e lo avevano ridotto sul lastrico.
    Però il turismo crocieristico presentava alcune problematiche. Potevi vedere solo i monumenti piazzati lungo la costa, usando il famoso iPhone 18 con quel cannocchiale incorporato così potente da vedere i granelli di sabbia sulla luna. Se volevi vedere dal vero, diciamo, la Torre di Pisa, sempre molto gettonata, come facevi? Sulla nave te la facevano vedere sul megaschermo, con tutti i particolari, come se tu ci fossi sotto. Dovevi accontentarti, per questo c’era una precaria di architettura che ti faceva la storia della Torre per soli 10 cruise dollar. Ma a Sir Robert Pombee Chan la cosa non andava a genio, lui la Torre di Pisa voleva vederla realmente dal balconcino della sua cabina sulla “Fury of Waves”, la nave da crociera più lussuosa della storia, dove – dicono i cronisti dell’epoca – ci s’imbarcava con uno sherpa tibetano che portava in spalla i rotoli di cruise dollar.
    Sir Robert Pombee Chan era a capo della Banca Internazionale dei Prestiti in Natura, la BIi-kL (Bank of International in-kind Loans). Senza la sua benevolenza lo Stato italiano avrebbe fatto bancarotta, quindi ogni suo desiderio era un ordine. Non viaggiava su uno dei suoi due yacht miliardari perché – aveva dichiarato in televisione – ogni tanto amava stare “in mezzo al popolo, con gente comune, famiglie coi bambini…”. Perché anche lui veniva dal popolo, suo padre aveva fatto il lustrascarpe nel Bronx. A capo del governo italiano c’era allora Aristide Dugashvili Poltronetti, fondatore del Partito dei Giovani Ciclisti, che godeva di una larga maggioranza in Parlamento.
    “In qualche modo dobbiamo pur risolverla questa storia, signor sindaco”. Dall’altra parte del filo, il sindaco di Pisa, Caetano Robinho, tergiversava, a lui la proposta di sradicare la Torre di Pisa e di spostarla sul litorale maremmano gli sembrava un tantino rischiosa per la sua popolarità. Ma quando gli furono promessi i fondi per costruire il nuovo sferisterio (Robinho era un fanatico della pelota), finì per accettare. Appena ottenuto il consenso del sindaco, Dugashvili Poltronetti telefona a Pombee per dirgli che la Torre l’avrebbe vista in carne ed ossa.
    “Oh, magnifico, grazie, voi italiani siete bravissimi a improvvisare! Sapete trovare la soluzione!”
    “Eh, sì in questo siamo bravi Sir… A proposito… si ricorda… il nostro prestito…”
    “Ah certamente, appena rientro do subito disposizioni!… Ha fatto bene a ricordarmelo”
    I progressi della tecnica delle costruzioni erano stati tali che togliere la Torre dal suo secolare insediamento e trasportarla sulla costa sotto Talamone fu un gioco da ragazzi. Ma riprodurre esattamente la sua originaria pendenza era un’altra questione. Pensando che sulla nave da crociera ci fossero solo turisti ignoranti, l’architetto Osvaldo de’ Gimignani, responsabile artistico del trasferimento, disse: “Ma sì un po’ più su o un po’ più giù, che ne capiscono quei zoticoni di cino-americani! Anzi tiratela un po’ più in giù che fa più effetto!”
    Quando Sir Robert Pombee Chan vide inquadrata dal cannocchiale del suo iPhone la Torre che formava una specie di angolo a 45 gradi e pareva la rampa di lancio di un missile piuttosto che un capolavoro d’architettura, andò su tutte le furie. “Guarda questi barbari d’italiani che rispetto hanno per i loro monumenti! Adesso li sistemo io!”
    Fu così che il prestito della BIi-kL venne negato all’Italia e il paese finì nella peggiore bancarotta della sua storia. Aristide Dugashvili Poltronetti dovette vendere la sua auto blu. Gliela comprò l’autista, un pisano di Sant’Ermete.

  16. ASPIRINA
    n. 13 Estate 2016

    REDAZIONE
    Loretta Borrelli, Piera Bosotti, Pat Carra, Anna Ciammitti,
    Manuela De Falco, Margherita Giacobino, Elena Leoni, Livia Lepetit

    Progetto e sviluppo web: mybreadcrumbs.it
    Progetto grafico: Elena Leoni
    Traduzioni: Margherita Giacobino (inglese), Patrizia Costa (spagnolo)
    Illustrazione nel sommario: Giulia D’Anna Lupo

    HANNO DISEGNATO E SCRITTO

    Piera Bosotti (Milano)
    Argelia Bravo (Caracas) facebook.com/argelia.bravo
    bulander (Milano)
    Pat Carra (Milano) patcarra.it
    Anna Ciammitti (Milano) annaciammitti.com
    Irene Coletto (Bologna) uannabi.tumblr.com
    Giulia D’Anna Lupo (Parigi) www.giuliadanna.com
    Liza Donnelly (New York) lizadonnelly.com
    Margherita Giacobino (Torino)
    Elena Leoni (Milano) elenaleoni.it
    Lorenza Luzzati (Milano) lorenzaluzzati.pictures
    Francesca Maffioli (Parigi)
    Laura Marzi (Firenze)
    Valentina Mizu Marasco (Milano) mizusoup.blogspot.it
    Marilena Nardi (Treviso) marilenanardi.it
    Isia Osuchowska (Vilnius)
    Teresa Sdralevich (Bruxelles) teresasdralevich.net
    Doriano Solinas (Lucca)
    Lotta Sweetliv (Maastricht) lsweetliv.nl

    Contatti: info@aspirinalarivista.it

    Edizioni Libreria delle donne di Milano
    Via Pietro Calvi 29 | 20129 Milano
    +39 02 70006265 | fax +39 02 71093653
    www.libreriadelledonne.it